La storia di Balestrino si racconta attraverso le opere della sua civiltà contadina, un patrimonio che narra un mondo fatto di ingegno e di adattamento alla natura. Dai mulini che garantivano il pane, alle fornaci che producevano la calce per costruire, fino ai ponti che univano le comunità e ai lavatoi, cuore della vita sociale: queste architetture rurali rappresentano le tracce autentiche di una memoria collettiva.
I vecchi mulini
I mulini sono preziose testimonianze della vita rurale di un tempo. Situati lungo i corsi d’acqua, sfruttavano la forza idraulica per macinare grano e altri cereali, trasformandoli in farina. Oltre alla macina, comprendevano il magazzino per conservare cereali e farina, e l’abitazione del mugnaio. A Balestrino, il mulino era un impianto a ciclo temporaneo, destinato all’uso locale. Costruito lungo il torrente, riceveva l’acqua attraverso una roggia che azionava le pale motrici. Questi mulini erano fondamentali per l’economia agricola e rappresentavano un punto di riferimento per la comunità, garantendo l’approvvigionamento di farine per il pane e altri alimenti.
Le “Calcinaie”
Le “Calcinaie”, o fornaci da calce, testimoniano l’attività edilizia locale fino alla fine dell’Ottocento. Questi impianti producevano la calce, essenziale per costruire, utilizzando materiali reperiti in loco. A Balestrino si possono ancora osservare alcuni di questi opifici, la cui ubicazione strategica era determinata dalla presenza di formazioni calcaree e boschi, necessari per il combustibile dei forni. Le fornaci si dividevano in due tipologie: una prevedeva la combustione di calcare ridotto in pezzi mescolato a fascine di legna; l’altra sfruttava forni interrati lungo i pendii. Presentavano pianta circolare con un diametro medio di circa quattro metri. Le pareti interne erano modellate a forma di botte, con un occhio centrale nella volta per il tiraggio dei fumi. Alcune fornaci avevano gradini per facilitare la sistemazione delle pietre prima della cottura. Sebbene esistessero fornaci a ciclo continuo, a Balestrino non sono state rinvenute tracce di queste ultime.
Il Ponte de la Utra
Costruito nella seconda metà del Seicento, il Ponte de la Utra è una delle prime opere pubbliche di Balestrino. Realizzato con una singola alta campata, collega le mulattiere dei due versanti della valle, facilitando il transito tra le terre coltivate. Il nome del ponte deriva dalle antiche coltivazioni sulla collina dell’Eliceta, che si affaccia sulla valle. Il ponte attraversa il “Rio del Ponte”, il corso d’acqua sottostante, che prende il nome proprio dalla struttura. Questo monumento testimonia una storia agricola e infrastrutturale che ha segnato il territorio.
I Lavatoi della Colla
I lavatoi prendono il nome dall’omonimo prato “della Colla” su cui sorgono, lo stesso che delimitava il nucleo centrale del feudo. L’utilizzo dell’impianto pubblico della Colla iniziò già con la nascita del borgo e, con tutta probabilità, servì anche per la costruzione del castello. È formato da due livelli: il più basso ospita una grande vasca per il risciacquo dei panni, mentre nel vano superiore, coperto da volta a botte, le vasche formano una elle e venivano utilizzate propriamente per il lavaggio. Accanto a queste ultime vi è lo sbocco della canalizzazione dove si attinge l’acqua, ornato da una protome leonina marmorea, il cui stile può ricondurre, ipoteticamente, ad una datazione seicentesca.