Frazione Poggio
La Frazione Poggio è la più ampia e popolata del paese. Oltre alla zona centrale, sviluppata lungo la strada Provinciale, ove sorgono i principali servizi come il negozio di alimentari e la farmacia, essa si compone principalmente di due nuclei caratterizzati da una maggiore altitudine: la collina di sudovest, ove svetta la novecentesca chiesa parrocchiale di Sant’Andrea e, verso monte, un brevissimo tratto di borgata, mentre a nord-est si estende il cosiddetto Poggio soprano, adiacente alla montagna. Quest’ultimo presenta una semplice borgata ascendente; di questa e delle abitazioni vicino alla parrocchiale non si hanno notizie storiche certe per definirne una cronologia, sebbene sia evidente lo sviluppo che la frazione ebbe a seguito dell’abbandono del Borgo negli anni Cinquanta e, in entrambi i nuclei, si possa notare una compresenza di abitazioni moderne e costruzioni più antiche, spesso rimaneggiate. Il Poggio soprano ospita l’ex edificio scolastico di Balestrino, ove la scuola pubblica venne trasferita rispetto alle origini: nel borgo antico prima e nell’attuale palazzo comunale di via Panizzi poi. Al di sotto della collina a sud-ovest e della strada Provinciale, infine, corre lungo il tracciato stradale il Poggio sottano, avente funzione residenziale e costituito da sole abitazioni moderne. Questo tratto di frazione conduce anche alle località verso valle, come Fasciola e Fossato, passando dinanzi alla chiesa di San Giorgio Campestre. Inoltre, a collegamento tra la strada Provinciale e il Poggio sottano, il piacevole percorso del Castagneto si affaccia sull’ampio Prato del Giardino sottostante e sulla veduta del borgo e del castello.
Frazione Borgo
La frazione Borgo è la prima che si incontra provenendo dal mare ed è così chiamata per l’antico borgo che la caratterizza. Oltre ad esso, la frazione ospita il palazzo del Municipio, le Antiche Scuderie del Marchese, il castello Del Carretto, il lavatoi denominati Fontana della Colla e l’oratorio della Santissima Annunziata.
Frazione Cuneo
La Frazione Cuneo (Conia) prende il nome dalla forma della collina sulla quale è situata. È la più piccola tra le quattro del paese e si compone di poche abitazioni dislocate, di una chiesa intitolata a Sant’Antonio da Padova e di un’unica, piccola e graziosa borgata che si estende verso valle e si affaccia sulle campagne, il cui nucleo è compatto e attraversato da pochissimi brevi vicoletti. Non disponiamo di fonti documentarie relative alla nascita e allo sviluppo della suddetta frazione, ma si possono desumere sia un collegamento con la costruzione della chiesa, avvenuta nel XVII secolo, sia successivi rimaneggiamenti e adattamenti nei secoli successivi.
Borgata Bergalla
La Borgata Bergalla vanta un’antichissima storia legata alla prima autorità feudale di Balestrino, ovvero i conti Bava, vassalli dei marchesi di Clavesana, signori di vasti feudi dell’entroterra ingauno. I conti si insediarono nel paese nel XII secolo, epoca alla quale risaliva con tutta probabilità il fortilizio militare o umile castello loro presunta residenza, del quale oggi non restano che scarsi ruderi, che sorgeva lungo la mulattiera di Bergalla Soprana: quest’ultima presenta una semplice borgata ascendente, con una breve serie di abitazioni ed una sola strada intermedia. Bergalla Sottana nella sua parte più antica, verso valle, si configura con una caratteristica borgata, il cui nucleo appare maggiormente movimentato, composto da edifici ancora in pietra, da alcuni dei quali si gode di una graziosa visuale sulla vallata.
Località Fasciola
La località o contrada Fasciola, come il Fossato, è uno dei più antichi insediamenti balestrinesi, nel quale oggi non emergono particolari testimonianze architettoniche, ma i suoi terreni sono ancora in parte coltivati e le sue mulattiere utilizzate per raggiungere le campagne o percorrere i sentieri tracciati, tra i quali il cosiddetto “Sentiero delle borgate”.
Località Fossato
La località Fossato o contrada Fossato è uno dei più antichi nuclei abitativi del paese; testimonianza del suo passato era l’oratorio di San Mauro, di cui oggi non resta più traccia, il quale risulta essere il più antico luogo di culto balestrinese. Probabilmente apparteneva al periodo della presenza benedettina nella zona, dalla fine del VI secolo, e dovrebbe quindi datarsi precedentemente alla chiesa di San Giorgio campestre (prima metà XIV secolo). Oggi il Fossato è caratterizzato da fasce, terrazzamenti e molteplici terreni coltivati, tra i quali emerge un recente e piacevole agriturismo, “Le Case Rotte”. La contrada, mediante le sue mulattiere e i sentieri tracciati, consente di raggiungere la valle e, verso levante, il confine Toirano e il Rio Ponte, mentre verso ponente il cosiddetto “Sentiero delle borgate”.
Località Praè
La località Praè (o Bocchino del Praè) è una zona di crinale dal forte valore storico e strategico. Situata a un’altitudine che domina il borgo vecchio di Balestrino, questa località racconta la fatica dell’uomo e l’importanza della geologia locale.Praè è nota per i resti di un’antica fornace da calce, situata quasi sul crinale. Questa struttura testimonia l’attività industriale di un tempo, quando la pietra calcarea locale veniva trasformata in materiale da costruzione per i borghi della Val Varatella. Dal Praè la vista si apre verso il mare, permettendo di scorgere Loano e Borghetto Santo Spirito, mentre alle spalle svettano le cime delle Alpi Liguri. È un luogo di contrasti cromatici, tra il verde scuro dei pini e il grigio delle rocce. La località è uno snodo cruciale per chi percorre il “Sentiero delle Terre Alte”.
Groa
La località Groa (o Prati di Gröa) rappresenta una delle testimonianze più autentiche del passato contadino di Balestrino. Questa zona è un balcone naturale che offre una vista mozzafiato sulla valle e sulla costa ligure. Si possono trovare ancora diverse “caselle”, strutture in pietra a secco con la tipica copertura a tholos (falsa cupola). Non erano abitazioni stabili, ma rifugi temporanei per pastori e contadini che qui trovavano riparo durante il lavoro nelle “fasce” (i terrazzamenti liguri).Oggi Groa è una tappa fondamentale per chi cerca un’immersione totale nel silenzio. I suoi prati sono ideali per una sosta rigenerante durante le escursioni, circondati da una vegetazione che mescola la macchia mediterranea ai pascoli d’alta quota vista mare, molto conosciuta anche da chi pratica parapendio. È un punto passaggio del percorso che porta il suo nome Groaland perfetto per chi ama il trekking leggero o la fotografia naturalistica.
Borgo antico
Infine, il Borgo antico, configurato come burgus plebis in età medievale, il borgo divenne castrum balestrini a partire dal 1540, pochi anni prima che avvenisse la separazione dei feudi tra i figli del marchese di Zuccarello e che Balestrino diventasse un feudo a sé stante. La conformazione dell’insediamento, con abitazioni basse, semplici e disadorne, aventi prevalentemente un piano terreno ed un primo piano, presentava il castello come mastio con il borgo attorno, racchiuso in parte da mura di cinta e in parte da costruzioni a fronte continua. In corrispondenza di queste ultime si aprivano porte capeggiate da “case torri”, come ad esempio quella delle Rocche, costituente l’ingresso meridionale. L’accesso a levante del borgo corrisponde a via Marchesi Del Carretto e alla località Casetta, ove sorgeva l’antico oratorio dei disciplinati, dismesso nel XVIII secolo con la realizzazione del nuovo edificio dedicato alla Santissima Annunziata; a ponente si accedeva, invece, da via Matteotti. Anticamente la cinta muraria sul lato monte doveva chiudersi poco oltre la fontana della Colla, sulla mulattiera per Carpe. Il centro dell’abitato era costituito dalla piazza su cui si affacciano l’antica chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, la canonica e, sul lato ponente, la Casa della Corte (sede amministrativa e giuridica della comunità) e il Palazzo di proprietà del marchese ove i signori alloggiarono durante la ricostruzione del castello a seguito dell’invasione napoleonica. Per quanto riguarda le costruzioni, i materiali impiegati furono la pietra e la calce – utilizzando le fornaci site sulle colline del Praè – con coperture a volte a gettata spesso utilizzate come terrazze. I muri furono realizzati con pietre pesanti, mentre legno e tufo furono destinati a volte, archi e architravi; mattoni e tegole iniziarono a comparire da metà XIX secolo. Nella seconda metà dell’Ottocento, dati gli evidenti movimenti franosi che interessavano il borgo, vennero innalzati poderosi muri a secco a valle dello stesso al fine di contrastarli, ma nell’ultimo dopoguerra la situazione peggiorò notevolmente. Allertati geologi ed autorità, i lavori necessari per bloccare tali fenomeni vennero giudicati ingenti e complicati; così, il 9 aprile 1953 un Decreto Ministeriale stabilì che dapprima tutta la parte sud ed ovest del borgo doveva essere evacuata, ma negli anni Sessanta l’abbandono della borgata era stato completato. Le case vennero trasferite altrove, sviluppandosi ulteriormente lungo la strada provinciale e ampliando le altre frazioni, ma facendo perdere al paese il suo vero centro. Nel 2014 venne avviato un progetto di riqualificazione del borgo, il quale venne chiuso e reso un grande cantiere; ottenuti i finanziamenti europei, nel 2015 si procedette alla realizzazioni delle opere di urbanizzazione primaria propedeutiche alla eventuale ricostruzione.
[Bibliografia: Alessandra Di Gangi, Il patrimonio architettonico e artistico di Balestrino, Edizioni del Delfino Moro, Albenga 2021].
Località circostanti
Nei dintorni di Balestrino, si trovano diversi borghi e località di interesse turistico, tra cui:
Distanze dalle Principali Località